Prime indicazioni sulla Legge di Bilancio 2027 dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: possibile ampliamento della flat tax per le partite IVA e tassazione agevolata degli aumenti di stipendio, con particolare attenzione ai giovani.
Sul tavolo anche pensioni a 64 anni e risorse dalle banche.
Prende forma il cantiere della Legge di Bilancio 2027 e dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, arrivano le prime indicazioni sulle misure fiscali che potrebbero entrare nella prossima manovra.
Intervenendo l’8 settembre ad un convegno il titolare del MEF ha affrontato alcuni dei dossier sui quali è in corso il confronto in vista della manovra: dall’ampliamento della flat tax per le partite IVA alla tassazione agevolata degli aumenti salariali, fino al capitolo pensioni.
Si tratta, è bene precisarlo, di ipotesi e linee di intervento ancora da tradurre in misure concrete. Il percorso della Legge di Bilancio è infatti ancora in una fase preliminare e sarà soprattutto il nodo delle risorse disponibili a determinare quali proposte potranno trovare effettivamente spazio.
Le dichiarazioni di Giorgetti consentono di delineare alcune delle possibili direttrici fiscali della prossima Legge di Bilancio, ma il quadro è ancora lontano dall’essere definitivo.
Già alla fine di agosto si evidenziava come tra le proposte avanzate dai partiti di maggioranza figurassero anche l’estensione dell’aliquota IRPEF del 33 per cento ai redditi fino a 60.000 euro, la detassazione delle tredicesime e una flat tax incrementale. A queste si aggiungono ora le indicazioni arrivate direttamente dal ministro su forfettari e aumenti salariali. A determinare il perimetro effettivo degli interventi saranno però le coperture.
Flat tax, Giorgetti apre all’aumento della soglia per le partite IVA
Una delle indicazioni di maggiore interesse fiscale riguarda il regime forfettario.
Giorgetti ha parlato della possibilità di innalzare ulteriormente il limite di reddito per l’applicazione della flat tax, oggi fissato a 85.000 euro.
Tra gli obiettivi vi è da tempo quello di portare la soglia a 100.000 euro, mantenendo l’imposta sostitutiva del 15 per cento per le partite IVA che rispettano i requisiti previsti dal regime.
La strada, tuttavia, non appare immediata. Come riportato dall'ANSA, presente al convegno, Giorgetti ha richiamato la necessità di superare il limite europeo, da lui giudicato ingiustificato, sottolineando quindi la necessità di un confronto con Bruxelles.
L’eventuale passaggio da 85.000 a 100.000 euro non può quindi essere considerato, allo stato attuale, una misura già acquisita alla Legge di Bilancio 2027. È piuttosto una delle ipotesi sulle quali il Governo potrebbe lavorare nei prossimi mesi, anche alla luce dei vincoli europei.
Tassazione agevolata per gli aumenti di stipendio, focus sui giovani
Un secondo fronte riguarda il costo del lavoro e la tassazione degli incrementi salariali.
Secondo quanto dichiarato dal ministro, si potrebbe intervenire attraverso un vantaggio fiscale collegato agli aumenti di stipendio riconosciuti dalle imprese, con un’attenzione particolare ai lavoratori più giovani.
Giorgetti ha prospettato una “tassazione agevolata, una sorta di flat tax” sugli aumenti salariali, da costruire in parallelo alla disponibilità delle imprese ad aumentare le retribuzioni.
L’obiettivo sarebbe duplice: recuperare parte del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e rendere più conveniente per i giovani lavorare in Italia, contrastando almeno in parte il fenomeno della fuga di professionalità verso l’estero.
Il riferimento fatto dal ministro è anche agli interventi già adottati con la precedente manovra sul fronte della fiscalità legata ai rinnovi contrattuali.
L’idea per il 2027 sarebbe quindi quella di proseguire lungo la strada della leva fiscale per favorire l’incremento delle retribuzioni.
Anche in questo caso, però, mancano ancora i dettagli essenziali: aliquota dell’eventuale imposta sostitutiva, soglie reddituali, platea dei beneficiari e modalità di applicazione dovranno essere definite nel corso della costruzione della manovra.
Banche ed extraprofitti: Giorgetti frena sul contributo del 5 per cento
Più prudente la posizione del ministro sul possibile nuovo contributo a carico delle banche.
La proposta prevede un contributo del 5 per cento a fronte degli utili realizzati dal settore, con l’obiettivo politico di recuperare 2-3 miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese e ad altre misure.
Giorgetti non ha tuttavia fatto propria esplicitamente questa soluzione.
Interpellato sul tema, il ministro ha spostato l’attenzione sulla concorrenza nel sistema bancario, osservando che una maggiore competizione può contribuire a ridurre rendite di posizione ed extraprofitti a beneficio della collettività.
Il tema delle banche resta quindi uno dei nodi politici della futura manovra, anche alla luce delle differenti posizioni presenti all’interno della maggioranza.
