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Regime forfettario e Srl del familiare: si perde se si fattura alla società

30 Settembre 2026 in Notizie Fiscali

Durante l'ultima edizione di Telefisco 2026 sono stati forniti vari quesiti alle Entrate e agli esperti de IlSole24ore.

Tra questi ve n'è uno particolarmente interessante che riguarda il socio in regime forfettario di srl, vediamo il quesito e cosa è stato risposto.

Regime forfettario e Srl del familiare: si perde se si fattura alla società?

Un contribuente che applica il regime forfettario possiede una partecipazione dell’1% in una Srl, mentre il restante 99% è detenuto dal padre. 

La società e il contribuente svolgono la stessa attività. Se il professionista o imprenditore in regime forfettario emette fatture nei confronti della Srl, può continuare a beneficiare del regime agevolato?

Nel caso descritto, il contribuente non può, in linea generale, continuare ad applicare il regime forfettario, salvo le precisazioni che seguono.

La situazione, infatti, può rientrare nella causa di esclusione prevista dall’articolo 1, comma 57, lettera d), della legge 190/2014 (legge di Stabilità 2015), confluita nell’articolo 233 del Dlgs 117/2026 con decorrenza dal 1° gennaio 2027.

La disposizione esclude dal regime forfettario i contribuenti che controllano, direttamente o indirettamente, una Srl che esercita un’attività economica riconducibile a quella svolta dal titolare della partita Iva.

Perché operi la causa di esclusione devono quindi essere presenti contemporaneamente due condizioni: 

  • il controllo della società
  • la riconducibilità dell’attività della Srl a quella esercitata dal contribuente.

Per stabilire se esiste una situazione di controllo occorre fare riferimento all’articolo 2359 del Codice civile. 

La norma considera, tra le altre, controllate le società nelle quali un soggetto dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria oppure di voti sufficienti a esercitare un’influenza dominante.

La circolare dell’agenzia delle Entrate n 9//2019 ha precisato che, nella verifica del controllo, devono essere considerati anche i voti riconducibili a persone interposte, compresi quelli dei familiari. Nel caso prospettato, quindi, la circostanza che il padre possieda il 99% della Srl può assumere rilievo ai fini della verifica del controllo indiretto.

Questo elemento, da solo, non è però sufficiente a determinare l’uscita dal regime forfettario. È necessario verificare anche la seconda condizione, cioè la riconducibilità dell’attività svolta dalla società a quella esercitata dal contribuente.

La stessa circolare n 9/2019 ha precisato che la semplice appartenenza delle due attività alla stessa sezione Ateco non determina automaticamente l’incompatibilità. 

La causa di esclusione opera quando il contribuente forfettario cede beni o presta servizi alla Srl controllata e la società deduce dalla propria base imponibile i relativi costi.

Nel caso in esame esiste un rapporto di fatturazione tra il contribuente e la Srl, pertanto, se la società deduce fiscalmente i costi relativi alle fatture ricevute dal contribuente, risultano soddisfatte le condizioni che determinano l’inapplicabilità del regime forfettario. 

Resta esclusa questa conseguenza nel caso in cui la Srl non porti in deduzione tali componenti negativi di reddito.

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